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domenica, 25 maggio 2008

► pubblicità mediaworld germania

Avrete visto, grazie al servizio di Repubblica.it, la pubblicità di Mediaworld che viene proiettata in queste settimane in Germania (da loro la catena si chiama MediaMarkt).
Nel dubbio incollo il video qui sotto:

 

L'italiano cafone, ammiccante, maschilista, donnaiolo e amante del calcio (no, tranquilli non sto parlando di Berlusconi) si reca al negozio per comprare -credo- una televisione in vista degli europei di calcio.
Si dice: "grandi polemiche" per l'utilizzo di questi stereotipi, ma siamo in realtà molto differenti?
Certo non siamo tutti così, ma sono dei tratti che possiamo riscontrare in molti di noi, sui quali è facile accentuare i toni e crearne delle macchiette.  Ma cosa ci aspettiamo, la Germania ha una forte immigrazione italiana, seconda solo ai turchi, e in ogni ondata migratoria c'è anche molta gente povera e di cultura bassa (ovviamente non solo), che ben si presta a descrizioni sommarie. Lo sappiamo bene in Italia, dove è stata vinta una campagna elettorale oltremodo xenofoba, sbandierando il tricolore e lo spauracchio dell'uomo nero.
Visto che ci dimentichiamo che siamo emigranti da oltre cent'anni, meglio uno spot come quello tedesco che ci ricorda quanto è facile e ingiusto esser presi di mira perché si appartiene ad una cultura differente.
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categoria: calcio, diritti, , migranti, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 19:34 | link | commenti
domenica, 18 maggio 2008

â–º scudetto

Oggi l'Inter vince lo scudetto. Non sono interista ma è stato un bel campionato, chi ha giocato meglio ha vinto.
L'Inter è una squadra che del nome ormai ha fatto un modo di essere, dei 27 giocatori della rosa 4 sono italiani. I giocatori delle quadre sportive sono quelli che hanno potuto muoversi per primi oltre i confini nazionali, prima con qualche limite poi in massa. Evidentemente le storie gloriose non si fanno chiudendosi solo sulle culture e i talenti locali. E ovviamente non è vero nemmeno il contrario.
Lo sa bene il nuovo Governo che continua a demonizzare gli stranieri, strumentalizzandoli in campagna elettorale per poi "accorgersi" che sono fin troppo utili alla nostra economia per poterli cacciare solo perché irregolari. Dicono nessuna sanatoria, ma "per le badanti vedremo..." poi "i lavoratori in nero li regolarizzeremo..." "in effetti: non tutti delinquono...". Insomma i se i e i ma di chi parla a vanvera fermo poi doversi scontrare con le realtà quotidiana. Si rivede anche il giudizio, questa volta in negativo, riposto da sempre nei grandi extracomunitari d'oltreoceano (gli Stati Uniti)  la cui crisi si spera non arrivi fin sulle coste europee.
Doppiamente utili per le elezioni e per l'economia, gli stranieri sono comunque da tenere sempre a debita distanza dai diritti, iniziando dal voto, risibilmente per paura di perdere una identità già fin troppo debole, dimenticata o ricreata su misura da leghisti e post-fascisti (magari qualcuno ha sentito oggi il pensiero debole di LaRussa dall'Annunziata)
Facciamo una provocazione, torniamo a fare gli autarchici, nascondiamoci dietro le bandiere e torniamo a chiamare l'Internazionale come faceva Mussolini: Ambrosiana Milano, salvo poi accorgerci che giocatori come Balotelli sono uno dei quattro italiani in rosa...
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categoria: politica, calcio, demenza, territorio, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 19:30 | link | commenti