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â–º expo e rom

Rispondo al secondo commento del post di ieri sull'expò.
E lo faccio con tutta la tristezza che viene dal sentire le notizie dell'ennesimo campo rom sgomberato senza prevedere una politica sociale di assistenza, se pur provvisoria.
I rom sono un fatto culturale che mette in crisi tutti, a destra e a sinistra, si ricordi il caso cofferati di circa tre anni fa, con lo sgombero delle capanne del lungo reno. Fu un danno enorme per uno sviluppo della capacità di analisi della cittadinanza, che si alimenta di politiche progressiste e prospettive culturali, morendo inaridita se si scade nella cancellazione delle diversità. Fuor di metafora, comprendere il modello di vita dei rom è una bella sfida, ma una società che si dice avanzata e culturale deve accettarla.
E chi leggerà l'edizione cartacea di oggi di Repubblica, troverà un semplice e giusto articolo di Gad Lerner; lui  descrive la stridente contrapposizione interna alla città che ha vinto l'expò, grazie a progetti di speranza verso l'Africa, e non sa gestire un "problema" che al confronto è minuscolo.
Credo che qui si debba inserire la società civile, che non si deve chiudere su se stessa e sulle proprie convinzioni, ma farsi attiva nell'orientare lo sviluppo della città. Magari -o forse soprattutto- andando oltre il volontarismo e l'associazionismo, proponendo imprese sociali in grado di attuare politiche e azioni di lobby in senso multiculturale (o meglio, integrazionista). Sarebbe una bella sfida anche questa.
Infine si legga anche l'intervista a Veronesi, sempre su Repubblica. 500 famiglie che dettano l'agenda di una città, basandosi su filantropia e tolleranza (anche se poi si ammette non essere così sviluppata) mi sembra una visione ottocentesca del welfare che non mi auspico per il futuro, ma di cui Veronesi inspiegabilmente si compiace.
Così non si è ne' europei, ne' all'altezza del 21° secolo.

post lunghino, me ne scuso ;)
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categoria: politica, idee, diritti, business, expo, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 13:18 | link | commenti (9)
venerdì, 28 marzo 2008

â–º una radio dalla prigione

La radio che porta le parole di Mumia Abu-Jamal, dal 1982 rinchiuso nelle galere della Pennsylvania. Oggi sembra che ci sia un piccolo spiraglio che gli si apre davanti, quello di un cambio della pena di morte in ergastolo, sempre che entro sei mesi l'accusa non faccia una nuova richiesta in tal senso. Speriamo bene, anche se questa sequenza si è già ripetuta nel 2001.
Non dimentichiamocene.
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categoria: radio, diritti | postato da: smarrisan alle ore 17:08 | link | commenti
lunedì, 03 marzo 2008

â–º calcoli elettorali

Allora, bisogna far di calcolo. Non mi ci metto e spero nella sorte che puntualmente non farà la sua parte.
Alle prossime politiche, quanti voti ci vorranno nella circoscrizione Lombardia II (che comprende le province di Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco) per far eleggere alla camera la senatrice Binetti che è al terzo posto nella lista del PD per quest'area?
Ecco, votate come vi pare, ma se votate PD vi prego astenetevi dal votarlo nella circoscrizione "Lombardia II". O fatelo con parsimonia, facendo passare solo due candidati.
Tanto passa, già lo so....
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categoria: diritti, elezioni, teocon, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 20:33 | link | commenti
domenica, 27 gennaio 2008

â–º drm e musica gratuita

Non faccio in tempo a scrivere due righe in cui parlo dell'abbandono dei drm da parte dell'industria musicale -nel corso di un'intervista allo scopritore della codifica audio compressa, il tedesco K. Brandenburg- che le notizie rendono necessario un aggiornamento.
Sembra che la Qtrax abbia stipulato un accordo per far scaricare la musica delle grandi major in forma legale e gratuita. Per coprire il pagamento delle royalties è stato studiato un sistema di pubblicità -non ho maggiori dettagli- mentre il controllo sugli scaricamenti verrà fatto proprio tramite i drm...
Ma i limiti alla copia, anche solo per uso personale, saranno forti e chi si collega da un ISP italiano non avrà accesso al servizio. Quindi non sembra una grande svolta. E ancora, come si presenterà la pubblicità? stay tuned... ;)

Nel frattempo se provate a fare un salto sul sito di Qtrax noterete il grande interesse per l'argomento... il server lento fa capire come siano in molti a volerne sapere di più.

S.
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categoria: musica, diritti, mp3 , techne, nòva24 | postato da: smarrisan alle ore 17:29 | link | commenti
giovedì, 24 gennaio 2008

â–º lastFM verso l'on-demand

Qualche novità a breve sul sito di LastFM, la popolare piattaforma sociale di ascolto radiofonico (atipico, perché il programma lo fai tu, i tuoi gusti e le tue tag).
Evidentemente esser stata comprata dalla CBS ha permesso di sviluppare la propria attività con maggiore forza, concentrandosi sulla differenziazione della proposta musicale. E arrivano le novità.
Per essere classificata come radio LastFM non poteva permettere la richiesta on-demand di brani, ma partendo da un indizio modellare su quello una selezione apprezzabile. Ora invece sembra che gli utenti potranno richiedere un brano, ascoltarlo tre volte e poi decidere di acquistarlo tramite i più svariati store on line (amazon o iTunes, tra i più famosi).
Inoltre nuove forme di promozione sono previste per artisti senza contratto discografico, che potranno uploadare i brani e ricevere un compenso per ogni ascolto.
Sempre meno industria discografica, meno etichette e qualche garanzia data da licenze sullo stile dei creative commons.

fonte:
RadioInk magazine

S.
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categoria: musica, radio, diritti, lastfm, techne | postato da: smarrisan alle ore 15:15 | link | commenti
venerdì, 11 gennaio 2008

â–º come farsi la propria radio comunitaria

La radio permetto uno sviluppo sociale e culturale molto importante, grazie alla circolazione di notizie e alla creazione di una comunità di ascoltatori che nei contesti locali non sono altro che i vicini, che si riconoscono e rafforzano i loro legami. Non mi riferisco per forza al così chiamato Terzo Mondo, perché la radio è un mezzo di comunicazione che raggiunge tutti indistintamente, in qualsiasi momento della giornata, attraverso investimenti tutto sommato contenuti. E la radio crea effetti di identificazione in comunità rurali come anche cittadine. Quindi lo sviluppo a cui mi riferisco si attua in paesi di forte o nuova industrializzazione, così in Italia, così in India, per fare un esempio. Ed è per questo che l'Unesco ha edito un volume per avvicinare a questo mondo chi fosse interessato a sviluppare un progetto di questo tipo. E' liberamente scaricabile dal suo sito.

notizia ripresa dal blog di comunica.org

S.
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categoria: radio, diritti, techne | postato da: smarrisan alle ore 18:15 | link | commenti
domenica, 06 gennaio 2008

â–º ancora su feltrinelli.it

Ho iniziato ad usare il sito della Feltrinelli per l'e-commerce e mi trovo bene. Chiarisco, mi trovo bene a navigare e gestire le mie preferenze, ma ancora non fatto un ordine. La differenza sostanziale (premetto un "mi sembra") è che a differenza di Internetbookshop le preferenze non vengono salvate nei cookies nel pc personale, ma vanno nel database centrale di Feltrinelli. Cosa buona perché con l'altro sito ho perso molte liste dei desiderata nel momento in cui ho cancellato le mie info personali dal computer (nelle occasioni in cui ho fatto accedere al pc degli amici). Quindi con questa modalità Feltrinelli mi permette di avere uno storico decisamente completo.
L'aspetto che può piacere meno di questo sistema è che i dati di navigazione vengono usati, come già fa da tempo Amazon, in modo incrociato; quindi la mia navigazione viene messa in relazione con acquisti passati e di terzi, per creare le proposte di acquisto future. E' la base d'azione per quelle nicchie di gusto che hanno fatto emergere il fenomeno della coda lunga e hanno reso il web più umano. Un aspetto non secondario se Feltrinelli decidesse di fare un uso troppo invasivo della conoscenza di questi dati. Ma si sa, il web può essere un'arma a doppio taglio, basta saperlo usare con criterio e far girare informazioni critiche sugli aspetti problematici , magari con una -ottima- comunicazione trasversale via blog.

S.

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categoria: comunicazione, diritti, feltrinelli, amazon, techne | postato da: smarrisan alle ore 10:58 | link | commenti
lunedì, 01 ottobre 2007

â–º casa, diritti e cofferati

Una certa emozione, ieri, a varcare la soglia di casa. Questo perché la casa in questione era la mia. Per la prima volta in dieci anni "casa mia". Nessuna condivisione forzata o affitto.
Era da tempo che cercavo un posto mio dove vivere sapendo che non sarebbe stato a tempo. Un posto mio dove poter fare modifiche, arredare e rendere personale, senza la scadenza di un contratto d'affitto.
Per me poter scegliere è tutto nella vita; avere almeno due possibilità e decidere in libertà. Quando sei precario (nella casa come -e soprattutto- nel lavoro) le scelte sono troppo condizionate dal cercare stabilità, non dalla libera possibilità di fare qualcosa. Io sono fatto così, non è una questione di vizi. Mi piace sentirmi libero, un piccolo lusso che ogni cittadino dovrebbe reclamare dalla classe amministrativa che lo governa.
Comprare casa non dovrebbe essere un progetto ambizioso, è qualcosa che si sceglie di fare per dare alla propria vita una certa regolarità. Se vuoi girare il mondo, puoi non aver bisogno nemmeno dell'affitto. Scelte di ognuno. Ma comprare casa oggi sembra impossibile per chiunque. I costi sono alle stelle e per avere un capitale d'avvio bisogna fare i salti mortali. I mutui agevolati per i precari sono una bufala e molti giornali hanno evidenziato come sia impossibile senza un lavoro fisso accedere al prestito (non succede per le rate, figuriamoci per un acquisto ingente come una casa).
Ma per me che questo è ormai un tema del passato.
Sempre ieri mi sono concesso la visione di una mezz'ora di televisione, cosa che non facevo da oltre un anno e mezzo. Ho visto Fazio e il suo ammiccante programma Che tempo che fa. Quello che piace alla sinistra e non disturba troppo la destra. Ospite, come l'ultima volta che lo vidi, il sindaco di Bologna Cofferati.
Ho imparato ad ascoltare Cofferati, nonostante abbia quel fare presuntuoso di chi la sa lunga, ma faccia finta di essere accondiscendente con le istanze altrui. Cofferati è convincente e non mi trovo in disaccordo con la sua visione del "fare". E' un atteggiamento che in Germania, dove ho vissuto durante gli ultimi mesi ha reso una città come Berlino, nuova e vivibile in meno di 20 anni, dalle diseguaglianze del muro -che pur in parte persistono- allo standard di vita attuale. A Berlino si polemizza su tutto, ma una volta deciso si fa tutto quello che si deve. Si abbattono palazzi, si costruiscono grattacieli avveniristici e castelli, si scava e si fanno nuove linee della metropolitana, si fa passare il treno attraverso due musei e ti sembra tutto normale e ben fatto. Ben venga il fare, ma affiancato da una tendenziale uguaglianza di possibilità per tutti. Doveri verso la comunità e diritti per ogni singolo cittadino. Ed è proprio qua che Cofferati mi è sembrato ipocrita.
Bologna, una piccola città che vuole fare la voce grossa, l'ho conosciuta bene in otto anni di permanenza. Bologna come tute le città ha bisogno di una classe dirigente capace, non mafiosa, che utilizzi i soldi pubblici per il bene comune. E il sindaco, che vuole prendere questi precetti alla lettera, ricorda che legalità e diritti vanno di pari passo. Che un lavavetri violento è un problema. Che il chiasso dei locali è disturbo per alcuni residenti vicini. Ma perché non ricorda e agisce su un mercato degli affitti che a Bologna è totalmente impazzito quando non direttamente irregolare, su case penose (stile "Vecchia Bologna") vendute a peso d'oro, sulla fornitura di servizi a studenti che pagano ricche tasse, sulla qualità dell'aria chiudendo il centro storico? La calma, piena di presunzione, in realtà nasconde un Cofferati che è qualcosa di distante da un amministratore lungimirante, per quanto fermo e decisionista.

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categoria: comunicazione, diritti | postato da: smarrisan alle ore 15:16 | link | commenti (3)