Oggi l'Inter vince lo scudetto. Non sono interista ma è stato un bel campionato, chi ha giocato meglio ha vinto.
L'Inter è una squadra che del nome ormai ha fatto un modo di essere, dei 27 giocatori della rosa 4 sono italiani. I giocatori delle quadre sportive sono quelli che hanno potuto muoversi per primi oltre i confini nazionali, prima con qualche limite poi in massa. Evidentemente le storie gloriose non si fanno chiudendosi solo sulle culture e i talenti locali. E ovviamente non è vero nemmeno il contrario.
Lo sa bene il nuovo Governo che continua a demonizzare gli stranieri, strumentalizzandoli in campagna elettorale per poi "accorgersi" che sono fin troppo utili alla nostra economia per poterli cacciare solo perché irregolari. Dicono nessuna sanatoria, ma "per le badanti vedremo..." poi "i lavoratori in nero li regolarizzeremo..." "in effetti: non tutti delinquono...". Insomma i
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ma di chi parla a vanvera fermo poi doversi scontrare con le realtà quotidiana. Si rivede anche il giudizio, questa volta in negativo, riposto da sempre nei grandi extracomunitari d'oltreoceano (gli Stati Uniti) la cui crisi si spera non arrivi fin sulle coste europee.
Doppiamente utili per le elezioni e per l'economia, gli stranieri sono comunque da tenere sempre a debita distanza dai diritti, iniziando dal voto, risibilmente per paura di perdere una identità già fin troppo debole, dimenticata o ricreata su misura da leghisti e post-fascisti (magari qualcuno ha sentito oggi
il pensiero debole di LaRussa dall'Annunziata)
Facciamo una provocazione, torniamo a fare gli autarchici, nascondiamoci dietro le bandiere e torniamo a chiamare l'Internazionale come faceva Mussolini: Ambrosiana Milano, salvo poi accorgerci che giocatori come Balotelli sono uno dei quattro italiani in rosa...