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domenica, 18 maggio 2008

â–º scudetto

Oggi l'Inter vince lo scudetto. Non sono interista ma è stato un bel campionato, chi ha giocato meglio ha vinto.
L'Inter è una squadra che del nome ormai ha fatto un modo di essere, dei 27 giocatori della rosa 4 sono italiani. I giocatori delle quadre sportive sono quelli che hanno potuto muoversi per primi oltre i confini nazionali, prima con qualche limite poi in massa. Evidentemente le storie gloriose non si fanno chiudendosi solo sulle culture e i talenti locali. E ovviamente non è vero nemmeno il contrario.
Lo sa bene il nuovo Governo che continua a demonizzare gli stranieri, strumentalizzandoli in campagna elettorale per poi "accorgersi" che sono fin troppo utili alla nostra economia per poterli cacciare solo perché irregolari. Dicono nessuna sanatoria, ma "per le badanti vedremo..." poi "i lavoratori in nero li regolarizzeremo..." "in effetti: non tutti delinquono...". Insomma i se i e i ma di chi parla a vanvera fermo poi doversi scontrare con le realtà quotidiana. Si rivede anche il giudizio, questa volta in negativo, riposto da sempre nei grandi extracomunitari d'oltreoceano (gli Stati Uniti)  la cui crisi si spera non arrivi fin sulle coste europee.
Doppiamente utili per le elezioni e per l'economia, gli stranieri sono comunque da tenere sempre a debita distanza dai diritti, iniziando dal voto, risibilmente per paura di perdere una identità già fin troppo debole, dimenticata o ricreata su misura da leghisti e post-fascisti (magari qualcuno ha sentito oggi il pensiero debole di LaRussa dall'Annunziata)
Facciamo una provocazione, torniamo a fare gli autarchici, nascondiamoci dietro le bandiere e torniamo a chiamare l'Internazionale come faceva Mussolini: Ambrosiana Milano, salvo poi accorgerci che giocatori come Balotelli sono uno dei quattro italiani in rosa...
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categoria: politica, calcio, demenza, territorio, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 19:30 | link | commenti
giovedì, 24 aprile 2008

â–º geniali a modo loro

Danno a carico della TIM, che si è vista sottrarre milioni di traffico telefonico mobile. L'operazione grazie alla quale è stato scoperto il caso era denominata: "SIM 'e Napule"... A modo loro, geniali e creativi sia i ladri che le forze dell'ordine.

via Zeus News.
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categoria: furti, cellulari, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 00:31 | link | commenti
mercoledì, 02 aprile 2008

â–º expo e rom

Rispondo al secondo commento del post di ieri sull'expò.
E lo faccio con tutta la tristezza che viene dal sentire le notizie dell'ennesimo campo rom sgomberato senza prevedere una politica sociale di assistenza, se pur provvisoria.
I rom sono un fatto culturale che mette in crisi tutti, a destra e a sinistra, si ricordi il caso cofferati di circa tre anni fa, con lo sgombero delle capanne del lungo reno. Fu un danno enorme per uno sviluppo della capacità di analisi della cittadinanza, che si alimenta di politiche progressiste e prospettive culturali, morendo inaridita se si scade nella cancellazione delle diversità. Fuor di metafora, comprendere il modello di vita dei rom è una bella sfida, ma una società che si dice avanzata e culturale deve accettarla.
E chi leggerà l'edizione cartacea di oggi di Repubblica, troverà un semplice e giusto articolo di Gad Lerner; lui  descrive la stridente contrapposizione interna alla città che ha vinto l'expò, grazie a progetti di speranza verso l'Africa, e non sa gestire un "problema" che al confronto è minuscolo.
Credo che qui si debba inserire la società civile, che non si deve chiudere su se stessa e sulle proprie convinzioni, ma farsi attiva nell'orientare lo sviluppo della città. Magari -o forse soprattutto- andando oltre il volontarismo e l'associazionismo, proponendo imprese sociali in grado di attuare politiche e azioni di lobby in senso multiculturale (o meglio, integrazionista). Sarebbe una bella sfida anche questa.
Infine si legga anche l'intervista a Veronesi, sempre su Repubblica. 500 famiglie che dettano l'agenda di una città, basandosi su filantropia e tolleranza (anche se poi si ammette non essere così sviluppata) mi sembra una visione ottocentesca del welfare che non mi auspico per il futuro, ma di cui Veronesi inspiegabilmente si compiace.
Così non si è ne' europei, ne' all'altezza del 21° secolo.

post lunghino, me ne scuso ;)
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categoria: politica, idee, diritti, business, expo, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 13:18 | link | commenti (9)
martedì, 01 aprile 2008

â–º expo

Bene, Milano ha vinto come città ospitante l'esposizione universale del 2015. Orizzonte 2015 titolava anche l'innovation forum che si è tenuto ad inizio mese sempre qui a Milano.
Cosa dobbiamo aspettarci? Anzitutto una valanga di soldi che si riverseranno sul nostro territorio e di cui bisognerà vigilare l'uso, perché le vecchie abitudini di speculare sull'edilizia non sono mai morte.
E poi cosa succederà del territorio? Si dice che al termine dell'evento la maggior parte delle infrastrutture verranno smontate perché i terreni saranno presi in affitto dal comune e poi liberati. Non mi sembra un grande investimento, preferirei che il comune se ne appropriasse e in un futuro trasformasse quell'area in un bosco o ad uso pubblico. Anche perché il sottotitolo dell'expo è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
Non facciamolo diventare inappropriato.
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categoria: ambiente, tasse, viabilità, sostenibilità, expo, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 10:48 | link | commenti (2)
martedì, 11 marzo 2008

â–º prendo spunto

Ecco si, CityLife, vita cittadina, non CityLight....
e forse la contraddizione ci sta comunque, in una visione della città come un piccolo museo degli orrori metropolitani, invece di un ambiente vivibile in armonia con la natura, dove nei parchi puoi incontrare animali, rigenerarti. Una natura che sopravvive alla città e la rende migliore. Imho.
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categoria: ambiente, idee, verde, sostenibilità, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 21:05 | link | commenti
lunedì, 03 marzo 2008

â–º calcoli elettorali

Allora, bisogna far di calcolo. Non mi ci metto e spero nella sorte che puntualmente non farà la sua parte.
Alle prossime politiche, quanti voti ci vorranno nella circoscrizione Lombardia II (che comprende le province di Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco) per far eleggere alla camera la senatrice Binetti che è al terzo posto nella lista del PD per quest'area?
Ecco, votate come vi pare, ma se votate PD vi prego astenetevi dal votarlo nella circoscrizione "Lombardia II". O fatelo con parsimonia, facendo passare solo due candidati.
Tanto passa, già lo so....
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categoria: diritti, elezioni, teocon, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 20:33 | link | commenti
venerdì, 29 febbraio 2008

â–º forfettino, forfettone, furbello

Ecco lo sapevo, quella dell'apertura della partita iva è una palla. Si può scegliere tra tre (quattro) regimi fiscali, ma ognuno ha le sue caratteristiche e i suoi pro e contro. In pratica una bega di documenti da prendere in considerazione che eviterei volentieri.
Trovo un po' complessi questi meccanismi a meno che uno voglia affidarsi ad un commercialista, generando una nuova spesa... uff!
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categoria: consumi, risparmio, tasse, professioni, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 19:17 | link | commenti
lunedì, 11 febbraio 2008

â–º ecco un candidato

Se non fosse priva di fondamenta, ecco un'alternativa al Coffi, uno che gliele "suonerebbe". Purtroppo il programma denota un grande digiuno politico...
Questi saranno problemi dei bolognesi. Fine tema: il futuro di Bologna.
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categoria: politica, elezioni, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 22:43 | link | commenti
lunedì, 14 gennaio 2008

â–º la sapienza trascendente

ratziMarta mi scrive una mail, è allucinata per l'invito fatto dall'ateneo di roma al papa, in occasione dell'apertura del prossimo anno accademico.

<< ...Sono stupefatta, senza parole, disorientata. Che questo sia una regressione tutta italiana o che abbia a che fare con un più generale offuscamento collettivo occidentale, non so dire. Fatto sta che noi, in quanto (ex)studenti dell'università e cittadini di uno Stato laico, dovremmo sentirci offesi da questa ingerenza e -se possibile- fare qualcosa... >>

In effetti con quello che pensa il papa della scienza e del relativismo non sembra proprio una scelta felice. Va bene il contraddittorio o il semplice scambio di visioni (a cui comunque la chiesa non si sottopone), ma una cerimonia ufficiale con un personaggio di questo tipo è difficilmente tollerabile.
In molti dicono che il papa è un cittadino come tutti gli altri e quindi ha diritto di parola. Non è così, il papa è il capo di stato monarchico di una nazione estera e le regole per lui sono sempre differenti (come il caso dell'ici non pagata per i luoghi di culto cattolici su suolo italiano).
Non vorrei apparire nazionalista, non lo sono. Penso solo che questi dovrebbero essere temi più di politica estera che morali. Perché c'è molta più strategia che trascendenza in quello che la chiesa sta facendo, ora più intensamente di prima.

Allego testo inviato dal decano Cini al rettore del suo ateneo, una volta venuto a sapere dell'imbarazzante invito.

Marcello Cini - Se la Sapienza


S.
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mercoledì, 05 dicembre 2007

â–º trenitalia: le promozioni (e i treni) da non perdere.

arriva il treno!I sistemi informatizzati possono offrire un ventaglio di possibilità sempre più ampio per soddisfare le esigenze della clientela. Non sono parole di qualcuno, ma è certamente vero che anche attraverso l'informatica si possono si può supportare meglio il marketing e creare tipologie di offerta sempre più diversificate.
Decido di farne uso anche se in testa ho un mondo diverso: sono tornato da poco dal Marocco e ho ancora la sensazione molto concreta di poter contrattare con tutti, dalle scarpe ai mezzi di trasporto, magari decidendo il prezzo -pochi centesimi- di eventuali fuori programma. I sistemi informatici invece non concedono repliche, una volta confermata una scelta, quella rimane impressa come col fuoco e non si può modificare. I computer non sono flessibili come le persone. Come alcune persone almeno.
In Marocco potevo trovare un passaggio in qualsiasi momento, pagando. Ieri invece ero in stazione a Bologna e, arrivato in anticipo, mi si presentavano una serie di treni che percorrevano la mia tratta partendo prima dell'ora che avevo prestabilito, alla quale purtroppo ero vincolato nonostante l'esigenza che mi aveva fatto scegliere una partenza tarda non sussistesse più. Questo assurdo problema nasceva dall'aver comprato un biglietto on-line due giorni prima, per poter usufruire di una tariffa proposta -senza motivo apparente- fino a 24 ore prima della partenza (Lungi da me credere che se, grazie a queste promozioni, il treno in questione si riempisse, ne possa comparire uno aggiuntivo. Sarebbe un mondo troppo perfetto). Promozioni misteriose, forse.
Se quindi per una fortuna, o un contrattempo, volete anticipare o posticipare la partenza potete comunque farlo, pagando però la differenza rispetto al biglietto intero (infatti siete ormai nelle 24 ore precedenti alla partenza, anzi siete a poche ore da questa, e la tariffa amica non vale più), sottostando all'onere aggiuntivo di 3 euro per il cambio di prenotazione. Insomma pagate più di quello che avreste pagato facendo il biglietto in stazione, alla macchinetta, pochi minuti prima della partenza. Sono quindi da evitare le promozioni vincolanti perché sono armi a doppio taglio e senza manici.
Poniamo al contrario che voi siate puntuali e volete partire come da programma, ma che sia il vostro treno a fare ritardo, sostanzioso per giunta, 40 minuti, che vi daranno diritto a richiedere un rimborso una volta giunti in all'arrivo, in nome dell'assistenza al cliente. Parola da tenere a mente quest'ultima, perché suona come una presa in giro quando cercate di impugnarla per venire fuori al meglio da una impasse come questa.
A questo punto ci vogliono dei dati. Il mio biglietto Bologna - Milano costava 21,50 euro. Con lo sconto di Tariffa Amica (questi nomi iniziano ad avere dei suoni sinistri) si scende a pagare 15,20. Ma il treno farà ritardo e se dovesse superare la soglia dei 60 minuti potrò richiedere un rimborso del 30% pari a circa 5 euro (calcolato sulla Tariffa Amica). Però voglio partire subito evitando di arrivare a Milano a mezzanotte, quindi chiedo alla biglietteria di elargirmi un posto sull'Eurostar che sta per partire dal primo binario. Così facendo io evito di chiedere il rimborso e Trenitalia non ci rimette, valorizzando il termine Customer Care venendo incontro alle esigenze di un cliente insoddisfatto non certo per colpe sue. Nulla, nemmeno l'ufficio assistenza clienti ha il potere di farmi sedere su un treno che parte comunque, in orario, davanti ai miei occhi pieni di invidia. Ne concludo che la vera Customer Care, quella delle situazioni impreviste, in Trenitalia è inesistente.
Decido quindi di prendere un altro treno, un lussuoso tBiz (perché bisogna sottolineare che i treni economici sono ridotti a poche unità per tragitto, quindi le scelte costose sono spesso le uniche, obbligate) e spendo la differenza più tre euro per il cambio prenotazione, anche se teoricamente negli Eurostar è compresa nel prezzo finale, e pago la bellezza di 33 euro, 33 come gli anno di cristo. Ma il mio spirito non risorge, anzi. Nel mentre la mia mente va al viaggio in Africa e nel confronto continuo a preferire i taxi collettivi che in Marocco costavano alcuni euro e che si fermavano sul ciglio della strada per farmi fotografare il panorama.

PS:
Il controllore non è passato. Il danno e la beffa. Ma con un ritardo di 25 minuti posso chiedere un indennizzo pari al 50% del biglietto, ovvero 15 euro... come se nulla fosse successo quindi... ma che rabbia!


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categoria: follie, treni, trasporti, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 14:14 | link | commenti