
I sistemi informatizzati possono offrire un ventaglio di possibilità sempre più ampio per soddisfare le esigenze della clientela. Non sono parole di qualcuno, ma è certamente vero che anche attraverso l'informatica si possono si può supportare meglio il marketing e creare tipologie di offerta sempre più diversificate.
Decido di farne uso anche se in testa ho un mondo diverso: sono tornato da poco dal Marocco e ho ancora la sensazione molto concreta di poter contrattare con tutti, dalle scarpe ai mezzi di trasporto, magari decidendo il prezzo -pochi centesimi- di eventuali fuori programma. I sistemi informatici invece non concedono repliche, una volta confermata una scelta, quella rimane impressa come col fuoco e non si può modificare. I computer non sono flessibili come le persone. Come alcune persone almeno.
In Marocco potevo trovare un passaggio in qualsiasi momento, pagando. Ieri invece ero in stazione a Bologna e, arrivato in anticipo, mi si presentavano una serie di treni che percorrevano la mia tratta partendo prima dell'ora che avevo prestabilito, alla quale purtroppo ero vincolato nonostante l'esigenza che mi aveva fatto scegliere una partenza tarda non sussistesse più. Questo assurdo problema nasceva dall'aver comprato un biglietto on-line due giorni prima, per poter usufruire di una tariffa proposta -senza motivo apparente- fino a 24 ore prima della partenza (Lungi da me credere che se, grazie a queste promozioni, il treno in questione si riempisse, ne possa comparire uno aggiuntivo. Sarebbe un mondo troppo perfetto). Promozioni misteriose, forse.
Se quindi per una fortuna, o un contrattempo, volete anticipare o posticipare la partenza potete comunque farlo, pagando però la differenza rispetto al biglietto intero (infatti siete ormai nelle 24 ore precedenti alla partenza, anzi siete a poche ore da questa, e la tariffa amica non vale più), sottostando all'onere aggiuntivo di 3 euro per il cambio di prenotazione. Insomma pagate più di quello che avreste pagato facendo il biglietto in stazione, alla macchinetta, pochi minuti prima della partenza. Sono quindi da evitare le promozioni vincolanti perché sono armi a doppio taglio e senza manici.
Poniamo al contrario che voi siate puntuali e volete partire come da programma, ma che sia il vostro treno a fare ritardo, sostanzioso per giunta, 40 minuti, che vi daranno diritto a richiedere un rimborso una volta giunti in all'arrivo, in nome dell'assistenza al cliente. Parola da tenere a mente quest'ultima, perché suona come una presa in giro quando cercate di impugnarla per venire fuori al meglio da una impasse come questa.
A questo punto ci vogliono dei dati. Il mio biglietto Bologna - Milano costava 21,50 euro. Con lo sconto di Tariffa Amica (questi nomi iniziano ad avere dei suoni sinistri) si scende a pagare 15,20. Ma il treno farà ritardo e se dovesse superare la soglia dei 60 minuti potrò richiedere un rimborso del 30% pari a circa 5 euro (calcolato sulla Tariffa Amica). Però voglio partire subito evitando di arrivare a Milano a mezzanotte, quindi chiedo alla biglietteria di elargirmi un posto sull'Eurostar che sta per partire dal primo binario. Così facendo io evito di chiedere il rimborso e Trenitalia non ci rimette, valorizzando il termine Customer Care venendo incontro alle esigenze di un cliente insoddisfatto non certo per colpe sue. Nulla, nemmeno l'ufficio assistenza clienti ha il potere di farmi sedere su un treno che parte comunque, in orario, davanti ai miei occhi pieni di invidia. Ne concludo che la vera Customer Care, quella delle situazioni impreviste, in Trenitalia è inesistente.
Decido quindi di prendere un altro treno, un lussuoso tBiz (perché bisogna sottolineare che i treni economici sono ridotti a poche unità per tragitto, quindi le scelte costose sono spesso le uniche, obbligate) e spendo la differenza più tre euro per il cambio prenotazione, anche se teoricamente negli Eurostar è compresa nel prezzo finale, e pago la bellezza di 33 euro, 33 come gli anno di cristo. Ma il mio spirito non risorge, anzi. Nel mentre la mia mente va al viaggio in Africa e nel confronto continuo a preferire i taxi collettivi che in Marocco costavano alcuni euro e che si fermavano sul ciglio della strada per farmi fotografare il panorama.
PS:
Il controllore non è passato. Il danno e la beffa. Ma con un ritardo di 25 minuti posso chiedere un indennizzo pari al 50% del biglietto, ovvero 15 euro... come se nulla fosse successo quindi... ma che rabbia!