Non ho fatto una scuola di giornalismo, quindi non ho una deontologia chiara in mente. Le mie collaborazioni si basano su eventi che mi ispirano articoli. Ci sarebbe lo spazio anche per la critica di quello che vedo, ma è un po' mettersi alla prova cercare di scrivere di un fenomeno senza metterci troppe idee mie. Ma il mio è un tipo particolare di giornalismo, entusiasta delle novità e della creatività.
Chi invece scrive di cronaca o di avvenimenti politici credo abbia il dovere di indagare e proporre i risultati della propria ricerca. E di essere scomodo.
Quando compro i giornali e leggo per sapere cose che non so, non per avere dei servizi ben confezionati di cui però conosco già il contenuto. Quindi viva l'indagine, il reportage. Nella
polemica su Travaglio ci vedo tutta l'ipocrisia di una parte politica (trasversale) che evidentemente non ha la coscienza pulita. Poi è divertente vedere come ogni volta sia solo la televisione a passare i contenuti a livello massivo, perché Travaglio scrive dei libri, ma si becca denunce soprattutto quando li promuove in televisione. Cioè solo quando potrebbe arrivare ad una massa considerevole di cittadini, creando opinione pubblica.
Si legge poco, vero?