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â–º booktrailers

Ieri sera presso La Sherlockiana di Milano, la libreria del giallo, si sono visti i primi booktrailer di editori italiani. Un fenomeno in crescita che utilizza brevi filmati per muovere audience al mezzo di comunicazione più tradizionale: il libro. Sono stati presentati circa 15 videoclip, alcuni interessanti dal lato sperimentale, altri -forse troppo- professionali. Questa frontiera del marketing del libro è relativamente nuova da noi. Se bisogna ancora capirne finalità e limiti, una cosa è certa, l'immagine in movimento manca al libro perché è un linguaggio diverso.

S.
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categoria: immagini, libri, media, comunicazione, consumi, lettura, cortometraggi, trailer | postato da: smarrisan alle ore 00:29 | link | commenti
mercoledì, 16 gennaio 2008

â–º Dj T. Eiffel

Radionomy, piattaforma belga che sta lanciando il suo servizio per web radio, si presenta al pubblico dei beta tester domani alle 20, ora europea. Questa società darà a tutti la possibilità di creare una web radio in pochi passaggi, in nome dell'usabilità informatica in ambito creativo. E per farlo sceglie un luogo simbolico: la Torre Eiffel di Parigi.
Se penso a questo monumento mi viene in mente l'ultima pellicola che ho visto al cinema, Ratatouille. Ma non parliamo di ristorazione, vi metterei fuori strada. Al di là dell'icona cinematografica, quella torre rimane  indelebile per la raffinatezza e lo slancio, sobria ma imponente nella sua struttura di metallo. Ma la sua importanza storica non è da meno.
Fu inaugurata nel 1889 e in opposizione al suo smantellamento, allo scadere dei vent'anni (arco temporale stimato per il suo utilizzo) divenne luogo di vari esperimenti e laboratori. Uno dei più interessanti furono le trasmissioni di radiotelegrafia e la prima trasmissione su lunga distanza, effettuata proprio 100 anni fa (21 gennaio). Ecco spiegata la scelta di un posto così ameno, che si spera porti grande fortuna a questo nuovo progetto radiofonico.
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categoria: musica, canzoni, media, comunicazione, radio, idee | postato da: smarrisan alle ore 15:09 | link | commenti

► economia della felicità

Oggi alle 18.30 alla Feltrinelli di Piazza Piemonte di Milano viene presentato il libro di Luca de Biase, Economia della Felicità. Sarà presente anche il direttore del Sole24Ore Ferruccio De Bortoli. Riporto questo evento perché ho appena finito la lettura di questo testo e lo consiglio.
Si presenta con toni semplici, come un libro nato dalle discussioni in rete e che ne analizza le dinamiche. In realtà è qualcosa di più. Il titolo è da manuale universitario, ed è il punto di arrivo, ma è proprio nel sottotitolo (blogosfera, dono) che inizia a vedersi il percorso che verrà sviluppato da De Biase: i blog come metafora attualissima della comunicazione orizzontale e la gratuità come forma di scambio, elementi che convergeranno in una nuova interpretazione della realtà, in cui i media digitali permetteranno ad ampie moltitudini di esprimersi in totale libertà creativa.
Se si parla di dono non si può non citare Marcel Mauss, ma questo succede nelle ultime pagine; l'approccio non è direttamente antropologico ma più centrato sui media, sul loro evolversi, con l'apertura di vie di comunicazione impensabili fino a qualche anno fa. A questo si aggiunge la crisi dell'economia classica fatta di moneta e di accumulo, analizzata storicamente con piena competenza in materia. Il taglio è multidisciplinare, lo conferma il valore aggiunto dato dalla psicologia alla comprensione dei meccanismi che muovo l'azione umana.

Siamo una società in crisi e dobbiamo cercare un senso per le nostre azioni. La moneta non ci ha ne' liberato dal lavoro, ne' reso felici. Ed è proprio lì che mira questo libro, nella scoperta dei mezzi per raggiungere la felicità, fine ultimo della nostra azione terrena.
E saranno i nuovi mezzi di comunicazione orizzontali, come appunto i blog, che ci permetteranno di essere sempre più presenti nella società (pubblica e dei consumi).
Ma non siamo in uno schema teorico esterno alla società, infatti il legame tra libertà di sperimentazione e innovazione viene sempre messo in evidenza.
Abbiamo dei talenti, scambiamoceli.

S.
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categoria: libri, comunicati, media, idee, business, feltrinelli, 2punto0, techne | postato da: smarrisan alle ore 02:47 | link | commenti
martedì, 08 gennaio 2008

► la radiofonia made in usa è in declino?

La radio negli States sta subendo una serie di cambiamenti che hanno poco a che fare con le reali esigenze degli ascoltatori. Questo accade investendo in tecnologie, apparentemente, in modo sbagliato. Non favorire l'emittenza comunitaria che maggiormente potrebbe offrire servizi alla popolazione locale è un esempio in negativo. Così anche lo sviluppo di una radio digitale (HD radio, Dab, Drm) in alternativa alle frequenze AM/FM è quasi soltanto una sterile ricerca di nuovi terreni per fare affari.
Ma i conti si pagano. Meno ascolti, meno investimenti pubblicitari, come dimostra una ricerca sulle entrate pubblicitarie delle radio statunitensi, messa in evidenza dal sito della rivista di settore RadioInk. Negli ultimi sei anni il mercato radiofonico degli Stati Uniti appare fortemente in declino, anche se una flebile speranza per risollevarsi potranno essere -nella seconda metà del 2008- gli spot commissionati per la campagna elettorale presidenziale. Che rimane qualcosa di non strutturale.
RadioInk pubblica il sondaggio, ma il direttore della testata Eric Rhoads in previsione della prossima Conferenza sulla Convergenza dei Media Digitali si tutela con una lettera aperta dal titolo My Promise For 2008, rilanciando al pubblico (degli investitori?) la chance di partecipare al rinnovamento della radiofonia, con idee e progetti. Si sono accorti che i media vanno verso la partecipazione attiva? Purtroppo non si possono fare chiamate alle armi, andrebbero invece ascoltate le voci che provengono dal basso, come quelle che si trovano in rete. Le web radio o i siti di "radio sociali" ne sono un esempio.

Smart.

...

My Promise For 2008 - radioink
 My Promise For 2008.
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categoria: musica, media, comunicazione, radio, ricerca, 2punto0, techne | postato da: smarrisan alle ore 12:01 | link | commenti
mercoledì, 26 dicembre 2007

â–º la feltrinelli ci riprova con l'e-commerce

La feltrinelli ha lanciato il suo sistema di vendite on-line. Non è la prima volta, alcuni anni fa lanciò zivago, ma fu un flop sonoro e costoso (per gli investimenti nel progetto e la messa in opera),  imputabile ai tempi ancora non maturi per le vendite di libri al di fuori del tradizionale circuito delle librerie (per i lettori di lingua italiana, infatti amazon già allora volava alto).
Fino a ieri il canale scelto per l'e-commerce è stato quello di IBS, oggi le loro strade si iniziano a separare.
Mi sono già iscritto e ho riempito il mio carrello, ma non ho capito come funziona la wishlist.
In ultima analisi, dato che i prezzi di copertina sono identici sia on-line che off-line, finchè le spese di spedizione non scendono a zero, preferisco prendere il tram e andare in duomo a fare acquisti di persona! ;)

S.
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categoria: media, lettura, techne | postato da: smarrisan alle ore 18:15 | link | commenti (2)
giovedì, 20 dicembre 2007

► podcast di nòva24

Rilancio (come se ce ne fosse bisogno!) l'invito ad ascoltare e scaricare il podcast di Nòva24. Per me é come se fosse la continuazione della telefonata che la redazione mi fece a Berlino il luglio scorso.

enjoy!
S.
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categoria: media, comunicazione, radio, sole24ore, nòva24 | postato da: smarrisan alle ore 00:38 | link | commenti (2)
lunedì, 17 dicembre 2007

â–º live365 su handset

live365Lo storico sito di streaming audio Live365 ha lanciato il suo servizio per palmari e devices portatili. Praticamente impossibile creare un lettore audio che faccia reale concorrenza ad iPod, quindi meglio trovare altre strade per intrattenere gli utenti in mobilità. A questo vengono incontro le tariffe flat per connessioni dati in UMTS che alcuni operatori iniziano ad offrire.
Live365 a fronte di un piccolo contributo mensile (6 dollari, se non ricordo male) da pieno accesso ai suoi contenuti. Così i servizi web si spostano sempre più sugli oggetti portatili, creando nuove possibili fonte di introito (anche pubblicitario).

------ aggiornamento -----

In aggiunta a quanto scritto ieri vi suggerisco questo post che in sintesi dice: il futuro è nei dispositivi mobili, ma la radio non fa ancora parte di questo mondo e a nessuno interessa fare investimenti in questo senso (pur spendendo un sacco di soldi per le radio digitali che interessano a pochi).
La prima parte del mio post smentisce questa visione, anche se la presenza di iPod è ingombrante nell'immaginario di entrambi...

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categoria: musica, media, comunicazione, radio, techne, device, live365 | postato da: smarrisan alle ore 23:55 | link | commenti (1)

â–º ricchezza e miserie di my space

L'altra sera, riuniti a casa di amici per festeggiare un lieto evento (paolo e francesca hanno partorito!) ci siamo invischiati in una discussione senza uscita su my space, le posizioni erano "la grafica orripilante" vs. "il sul senso profondo". Da un lato si evidenziava come questo network abbia degli oggettivi limiti grafici, che si traducono spesso in pagine poco navigabili e totalmente disomogenee, cosa che in sostanza distoglie dal piacere di visitare e scoprire i contenuti inseriti dagli autori. Dall'altro lato (del tavolo) invece si premeva sul valore che questo network possiede, innovativo rispetto alla capacità di aggregare una popolazione mediamente giovane intorno ai temi dell'arte (musica e fotografia in particolare), inserendo con pochi click i propri brani o i lavori grafici che l'autore ha prodotto e facendoli entrare nel vortice dei contatti che questa rete permette (vuoi perché sono veramente opere di valore, vuoi solo perché in questo momento my space è semplicemente cool).
Due posizioni valide e condivisibili allo stesso tempo, perché complementari l'una all'altra.
Ma my space potrebbe avere una grafica migliore e veicolare meglio i suoi contenuti o il fatto che sia così "grezzo" è la sua forza? Dibattito aperto.

Dal canto mio sto leggendo "Economia della felicità" di Luca De Biase e la prospettiva si allarga molto, in un'ottica di economia dal basso, gratuità e nuove forme di ibridazione dei gusti. E my space diventa uno dei molti network che permette queste forme di comunicazione, anche se il focus principale è sui blog. Ma a questo interessante libro dedicherò un post specifico.
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martedì, 11 dicembre 2007

â–º i media negli stati uniti pronti all'emergenza

orson welles mondiMi sto documentando sulle radio negli Stati Uniti e ripercorro gli effetti del Telecom. Act del 1996. In pratica in nome del progresso economico collegato a quello tecnologico c'è stata una spinta a rendere maggiormente fruttifere le grandi emittenti locali, snaturandone la spinta creativa e slegandole dal territorio. Ma sembra che la creazione di grandi operatori non abbia sortito gli effetti sperati, con parziale mea culpa della direzione della potente agenzia governativa FCC, fautrice della normativa.
Mentre leggevo qualche documento su questi aspetti mi è capitato tra le mani un comunicato fresco di stampa: tutti i mezzi di comunicazione statunistensi devono aggiornarsi al nuovo documento per l'emergenza (nazionale). In pratica in caso il telefono rosso della casa bianca squillasse, tutti i media dovrebbero seguire delle rigide procedure per comunicare lo stato di allerta. Insomma, tutta questa attenzione ai metodi per fare eco alle paranoie della casa bianca è in linea con lo stile allarmistico dell'amministrazione USA degli ultimi due mandati (ma in fondo è così da sempre).

Stride ancora di più il contrasto con la tendenza a sradicare le emittenti radiofoniche locali dal loro territorio o a impedirne le emissioni a bassa potenza (per legge o per disponibilità di banda) rispetto alla loro capacità di creare un forte legame con il territorio, diventando dei punti di riferimento per ogni tipo di informazione immediata, d'emergenza e non.
(mentre se ci fosse un grande attore ai microfoni, non servirebbe alcun vademecum... ;) )
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categoria: comunicati, follie, media, comunicazione, radio | postato da: smarrisan alle ore 17:52 | link | commenti