"Oggi non lavoro, oggi non mi vesto... e manifesto!"

Questo è il famoso inizio di un pezzo della BandaBardò. Uso una canzone per introdurre un post legato alla musica,mi sembra adeguato. Domani, 21 giugno, c'è lo
SCIOPERO DELLA MUSICA. Cos'è? Beh, anzitutto è uno sciopero e quindi bisogna astenersi dal far qualcosa e come spesso accade l'idea di rimanere a casa, di fare un bed-in alla Lennon-Yoko Ono è tentatrice. Senza scomodare i due e evitando di camuffare una pigrizie personale con una rivoluzioni silenziosa, domani i due gesti si possono coniugare, rimanendo a casa (condizione non necessaria) ascoltando buona musica. Proprio così, perché lo sciopero della musica si può fare in qualsiasi situazione, da soli o in compagnia, all'aperto ma soprattutto al chiuso, in auto o a letto. Basta una emittente radiofonica.
Eh si, perché questo sciopero è fatto col preciso scopo di selezionare la vostra fonte di informazione musicale, non di abolirla. Non si parla di musica
tout-court infatti, ma della musica trasmessa dai grandi network, che programmano prevalentemente selezioni commerciali e grandi etichette, con una spiccata tendenza a fare dell'ascolto l'anticamera dell'acquisto. Nulla di male, se i nomi non fossero sempre gli stessi e il valore delle opere del tutto discutibile.
Soprattutto in Italia un problema importante è quello delle quote di musica nazionale. In altri stati per legge è definito un minimo di programmazione dedicata alla musica locale o nazionale, indipendente o di successo. Non è un triste campanilismo che ci fa preferire la piva e la ciaramella ad un assolo di Jimi Hendrix, ma una normativa importante. La musica viene trasmessa, si diffonde una cultura musicale eterogenea, un artista può sentirsi riconosciuto nel suo lavoro e inoltre riceve le sue royalty. E noi ascoltatori non ci sentiamo rintronati dal ritornello dominante.
Quindi domani ognuno di noi potrebbe impegnarsi ad ascoltare una radio che non trasmette musica commerciale, magari una piccola radio locale indipendente. Le emittenti di questo tipo purtroppo in Italia sono poche, e allora potete girare per Internet, pieno di quel flusso straripante che da forma alle web radio. Inutile dire che le radio monotematiche rispetto a quelle in etere, hanno una selezione musicale varia e spesso di qualità, fatta con la sola discriminante del gusto.
E' buffo pensare che in Italia c'è una associazione pubblico/privata, praticamente monopolista, che fa della difesa del diritto d'autore una roccaforte, ma che non fa pressione affinché la cultura si possa rilanciare, promuovendo una legge sulle quote musicali. Questa associazione controlla il mercato musicale italiano e tra poco si prepara ad un rinnovamento che nei fatti è solo un cambio dei suoi rappresentanti. Non la nomino ma avete capito di chi si parla?
Insomma, siate positivi e lasciate spazio all'immaginazione, spegnete i grandi network e godetevi della musica buona.
Smart.
Qualche link per trovare nuove emittenti e ascoltare in libertà:
http://www.leradio.com
http://www.di.fm
http://www.comfm.com
http://www.university.it/web-radio.php
http://www.indisound.net
http://www.asteriscoradio.it