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domenica, 27 gennaio 2008

â–º drm e musica gratuita

Non faccio in tempo a scrivere due righe in cui parlo dell'abbandono dei drm da parte dell'industria musicale -nel corso di un'intervista allo scopritore della codifica audio compressa, il tedesco K. Brandenburg- che le notizie rendono necessario un aggiornamento.
Sembra che la Qtrax abbia stipulato un accordo per far scaricare la musica delle grandi major in forma legale e gratuita. Per coprire il pagamento delle royalties è stato studiato un sistema di pubblicità -non ho maggiori dettagli- mentre il controllo sugli scaricamenti verrà fatto proprio tramite i drm...
Ma i limiti alla copia, anche solo per uso personale, saranno forti e chi si collega da un ISP italiano non avrà accesso al servizio. Quindi non sembra una grande svolta. E ancora, come si presenterà la pubblicità? stay tuned... ;)

Nel frattempo se provate a fare un salto sul sito di Qtrax noterete il grande interesse per l'argomento... il server lento fa capire come siano in molti a volerne sapere di più.

S.
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categoria: musica, diritti, mp3 , techne, nòva24 | postato da: smarrisan alle ore 17:29 | link | commenti
giovedì, 24 gennaio 2008

â–º lastFM verso l'on-demand

Qualche novità a breve sul sito di LastFM, la popolare piattaforma sociale di ascolto radiofonico (atipico, perché il programma lo fai tu, i tuoi gusti e le tue tag).
Evidentemente esser stata comprata dalla CBS ha permesso di sviluppare la propria attività con maggiore forza, concentrandosi sulla differenziazione della proposta musicale. E arrivano le novità.
Per essere classificata come radio LastFM non poteva permettere la richiesta on-demand di brani, ma partendo da un indizio modellare su quello una selezione apprezzabile. Ora invece sembra che gli utenti potranno richiedere un brano, ascoltarlo tre volte e poi decidere di acquistarlo tramite i più svariati store on line (amazon o iTunes, tra i più famosi).
Inoltre nuove forme di promozione sono previste per artisti senza contratto discografico, che potranno uploadare i brani e ricevere un compenso per ogni ascolto.
Sempre meno industria discografica, meno etichette e qualche garanzia data da licenze sullo stile dei creative commons.

fonte:
RadioInk magazine

S.
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categoria: musica, radio, diritti, lastfm, techne | postato da: smarrisan alle ore 15:15 | link | commenti
mercoledì, 16 gennaio 2008

â–º Dj T. Eiffel

Radionomy, piattaforma belga che sta lanciando il suo servizio per web radio, si presenta al pubblico dei beta tester domani alle 20, ora europea. Questa società darà a tutti la possibilità di creare una web radio in pochi passaggi, in nome dell'usabilità informatica in ambito creativo. E per farlo sceglie un luogo simbolico: la Torre Eiffel di Parigi.
Se penso a questo monumento mi viene in mente l'ultima pellicola che ho visto al cinema, Ratatouille. Ma non parliamo di ristorazione, vi metterei fuori strada. Al di là dell'icona cinematografica, quella torre rimane  indelebile per la raffinatezza e lo slancio, sobria ma imponente nella sua struttura di metallo. Ma la sua importanza storica non è da meno.
Fu inaugurata nel 1889 e in opposizione al suo smantellamento, allo scadere dei vent'anni (arco temporale stimato per il suo utilizzo) divenne luogo di vari esperimenti e laboratori. Uno dei più interessanti furono le trasmissioni di radiotelegrafia e la prima trasmissione su lunga distanza, effettuata proprio 100 anni fa (21 gennaio). Ecco spiegata la scelta di un posto così ameno, che si spera porti grande fortuna a questo nuovo progetto radiofonico.
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martedì, 08 gennaio 2008

► la radiofonia made in usa è in declino?

La radio negli States sta subendo una serie di cambiamenti che hanno poco a che fare con le reali esigenze degli ascoltatori. Questo accade investendo in tecnologie, apparentemente, in modo sbagliato. Non favorire l'emittenza comunitaria che maggiormente potrebbe offrire servizi alla popolazione locale è un esempio in negativo. Così anche lo sviluppo di una radio digitale (HD radio, Dab, Drm) in alternativa alle frequenze AM/FM è quasi soltanto una sterile ricerca di nuovi terreni per fare affari.
Ma i conti si pagano. Meno ascolti, meno investimenti pubblicitari, come dimostra una ricerca sulle entrate pubblicitarie delle radio statunitensi, messa in evidenza dal sito della rivista di settore RadioInk. Negli ultimi sei anni il mercato radiofonico degli Stati Uniti appare fortemente in declino, anche se una flebile speranza per risollevarsi potranno essere -nella seconda metà del 2008- gli spot commissionati per la campagna elettorale presidenziale. Che rimane qualcosa di non strutturale.
RadioInk pubblica il sondaggio, ma il direttore della testata Eric Rhoads in previsione della prossima Conferenza sulla Convergenza dei Media Digitali si tutela con una lettera aperta dal titolo My Promise For 2008, rilanciando al pubblico (degli investitori?) la chance di partecipare al rinnovamento della radiofonia, con idee e progetti. Si sono accorti che i media vanno verso la partecipazione attiva? Purtroppo non si possono fare chiamate alle armi, andrebbero invece ascoltate le voci che provengono dal basso, come quelle che si trovano in rete. Le web radio o i siti di "radio sociali" ne sono un esempio.

Smart.

...

My Promise For 2008 - radioink
 My Promise For 2008.
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categoria: musica, media, comunicazione, radio, ricerca, 2punto0, techne | postato da: smarrisan alle ore 12:01 | link | commenti
lunedì, 17 dicembre 2007

â–º live365 su handset

live365Lo storico sito di streaming audio Live365 ha lanciato il suo servizio per palmari e devices portatili. Praticamente impossibile creare un lettore audio che faccia reale concorrenza ad iPod, quindi meglio trovare altre strade per intrattenere gli utenti in mobilità. A questo vengono incontro le tariffe flat per connessioni dati in UMTS che alcuni operatori iniziano ad offrire.
Live365 a fronte di un piccolo contributo mensile (6 dollari, se non ricordo male) da pieno accesso ai suoi contenuti. Così i servizi web si spostano sempre più sugli oggetti portatili, creando nuove possibili fonte di introito (anche pubblicitario).

------ aggiornamento -----

In aggiunta a quanto scritto ieri vi suggerisco questo post che in sintesi dice: il futuro è nei dispositivi mobili, ma la radio non fa ancora parte di questo mondo e a nessuno interessa fare investimenti in questo senso (pur spendendo un sacco di soldi per le radio digitali che interessano a pochi).
La prima parte del mio post smentisce questa visione, anche se la presenza di iPod è ingombrante nell'immaginario di entrambi...

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categoria: musica, media, comunicazione, radio, techne, device, live365 | postato da: smarrisan alle ore 23:55 | link | commenti (1)

â–º ricchezza e miserie di my space

L'altra sera, riuniti a casa di amici per festeggiare un lieto evento (paolo e francesca hanno partorito!) ci siamo invischiati in una discussione senza uscita su my space, le posizioni erano "la grafica orripilante" vs. "il sul senso profondo". Da un lato si evidenziava come questo network abbia degli oggettivi limiti grafici, che si traducono spesso in pagine poco navigabili e totalmente disomogenee, cosa che in sostanza distoglie dal piacere di visitare e scoprire i contenuti inseriti dagli autori. Dall'altro lato (del tavolo) invece si premeva sul valore che questo network possiede, innovativo rispetto alla capacità di aggregare una popolazione mediamente giovane intorno ai temi dell'arte (musica e fotografia in particolare), inserendo con pochi click i propri brani o i lavori grafici che l'autore ha prodotto e facendoli entrare nel vortice dei contatti che questa rete permette (vuoi perché sono veramente opere di valore, vuoi solo perché in questo momento my space è semplicemente cool).
Due posizioni valide e condivisibili allo stesso tempo, perché complementari l'una all'altra.
Ma my space potrebbe avere una grafica migliore e veicolare meglio i suoi contenuti o il fatto che sia così "grezzo" è la sua forza? Dibattito aperto.

Dal canto mio sto leggendo "Economia della felicità" di Luca De Biase e la prospettiva si allarga molto, in un'ottica di economia dal basso, gratuità e nuove forme di ibridazione dei gusti. E my space diventa uno dei molti network che permette queste forme di comunicazione, anche se il focus principale è sui blog. Ma a questo interessante libro dedicherò un post specifico.
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categoria: musica, media, comunicazione, my space, techne | postato da: smarrisan alle ore 10:49 | link | commenti
sabato, 10 novembre 2007

â–º tornato

Un po' lontano dalle righe del blog. Male non fa "suvvia"!
Tra l'altro torno proprio da una cena a casa dell'amico Fabrizio, che abita nei dintorni della temuta Nuova Vigevanese... Ma Cesano Boscone mi ha fatto un po' ricredere sulle periferie milanesi sull'hinterland milanese.
Oggi ho lasciato un post nel blog di Nòva24 dedicato all'ispirazione. Visto che i commenti non si possono lasciare sul quel sito, se volete lasciateli qui.
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categoria: musica, comunicazione, mp3 , ricerca, sole24ore, techne | postato da: smarrisan alle ore 14:05 | link | commenti
mercoledì, 10 ottobre 2007

► paolo benvegnù

Ascolto con piacere un Ep di Paolo Benvegnù che questa sera sarà a La Casa 139 di via Ripamonti a Milano.
Mi piacciono le atmosfere che riesce a creare e mi ci lascio cullare. Poi arriva Piccoli Fragilissimi Film piena di campionamenti di dialoghi famosi, con stupore ne colgo uno che mi era rimasto impresso solo qualche mese fa. E' tratto da 8 1/2 di Fellini ed è la frase finale che dice Mastroianni alla sua donna, dopo mille incomprensioni, una volta ritrovata l'ispirazione per dirigere il suo set.
Gli altri dialoghi non li riconosco, ma se qualcuno li sapesse può scrivere i titoli dei film nei commenti.
Allego un video tratto da LastFm di un'altra bella canzone di Paolo Benvegnù, Suggestionabili.




S.
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giovedì, 04 ottobre 2007

â–º che playlist ascolti? spiff!

Un po' di tecnicismi.
Spiff è un formato software utile per chi ascolta musica e vuole condividere i suoi gusti musicali. Ma anche per chi fa radio e deve generare un elenco di ciò che trasmette.
In gergo una lista di brani musicali si chiama Playlist e sui computer può essere salvata in modo da poterla recuperare in un secondo momento, senza dover ricreare l'elenco ripescando i vari mp3 sparsi sull'hard disk (a patto che questi non vengano mossi in altre cartelle) o in rete.
Un gruppo di lavoro ha sviluppato dal 2004 questo breve codice in XML con licenza open source per condividere le playlist in maniera dinamica. Il risultato è XSPF (leggi "spiff" appunto) che dovrebbe essere l'acronimo di Xml Sharing Playlist Format.
Uno strumento da utilizzare in combinazione a vari programmi che sono elencati nel sito del progetto.

S.
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mercoledì, 20 giugno 2007

â–º Sciopero, nuove/vecchie organizzazioni & buona musica

"Oggi non lavoro, oggi non mi vesto... e manifesto!"
john e yoko
Questo è il  famoso inizio di un pezzo della BandaBardò. Uso una canzone per introdurre un post legato alla musica,mi sembra adeguato. Domani, 21 giugno, c'è lo SCIOPERO DELLA MUSICA. Cos'è? Beh, anzitutto è uno sciopero e quindi bisogna astenersi dal far qualcosa e come spesso accade l'idea di rimanere a casa, di fare un bed-in alla Lennon-Yoko Ono è tentatrice. Senza scomodare i due e evitando di camuffare una pigrizie personale con una rivoluzioni silenziosa, domani i due gesti si possono coniugare, rimanendo a casa (condizione non necessaria) ascoltando buona musica. Proprio così, perché lo sciopero della musica si può fare in qualsiasi situazione, da soli o in compagnia, all'aperto ma soprattutto al chiuso, in auto o a letto. Basta una emittente radiofonica.
Eh si, perché questo sciopero è fatto col preciso scopo di selezionare la vostra fonte di informazione musicale, non di abolirla. Non si parla di musica tout-court infatti, ma della musica trasmessa dai grandi network, che programmano prevalentemente selezioni commerciali e grandi etichette, con una spiccata tendenza a fare dell'ascolto l'anticamera dell'acquisto. Nulla di male, se i nomi non fossero sempre gli stessi e il valore delle opere del tutto discutibile.
Soprattutto in Italia un problema importante è quello delle quote di musica nazionale. In altri stati per legge è definito un minimo di programmazione dedicata alla musica locale o nazionale, indipendente o di successo. Non è un triste campanilismo che ci fa preferire la piva e la ciaramella ad un assolo di Jimi Hendrix, ma una normativa importante. La musica viene trasmessa, si diffonde una cultura musicale eterogenea, un artista può sentirsi riconosciuto nel suo lavoro e inoltre riceve le sue royalty. E noi ascoltatori non ci sentiamo rintronati dal ritornello dominante.
Quindi domani ognuno di noi potrebbe impegnarsi ad ascoltare una radio che non trasmette musica commerciale, magari una piccola radio locale indipendente. Le emittenti di questo tipo purtroppo in Italia sono poche, e allora potete girare per Internet, pieno di quel flusso straripante che da forma alle web radio. Inutile dire che le radio monotematiche rispetto a quelle in etere, hanno una selezione musicale  varia e spesso di qualità, fatta con la sola discriminante del gusto.
E' buffo pensare che in Italia c'è una associazione pubblico/privata, praticamente monopolista, che fa della difesa del diritto d'autore una roccaforte, ma che non fa pressione affinché la cultura si possa rilanciare, promuovendo una legge sulle quote musicali. Questa associazione controlla il mercato musicale italiano e tra poco si prepara ad un rinnovamento che nei fatti è solo un cambio dei suoi rappresentanti. Non la nomino ma avete capito di chi si parla?

Insomma, siate positivi e lasciate spazio all'immaginazione, spegnete i grandi network e godetevi della musica buona.

Smart.

Qualche link per trovare nuove emittenti e ascoltare in libertà:
http://www.leradio.com
http://www.di.fm
http://www.comfm.com
http://www.university.it/web-radio.php
http://www.indisound.net
http://www.asteriscoradio.it
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giovedì, 14 dicembre 2006

â–º LAIBACH - elogio del popolino

volkNon fate caso al look, è una provocazione. Non fate caso alle parole, è una provocazione.

E' facile immaginare che non rimarrete indifferenti allo spettacolo dei Laibach, sabato all'Estragon di Bologna. Però è praticamente impossibile dire cosa vi stordirà quella sera, per stupire bisogna essere imprevedibili e i Laibach lo sono decisamente.
Che dire? Ci vorrà uno stomaco forte.

Nati col genere industrial, negli anni ottanta, ma mai totalmente rappresentativi di questo stile perchè più vicini all'enfasi delle grandi epopee militari, si sono traghettati nel nuovo millennio con un uso intelligente e a volte eccessivo della contaminazione elettronica. La resa sonora è possente, e la violenza dell'impatto con il nostro fisico è pari ad un colpo di martello o una mazza ferrata che fende l'aria.

Ma perchè scegliere un'estetica così equivoca come quella espressa dai totalitarismi? Perchè è il loro modo di avvicinarsi all'analisi della nostra società attuale. Possiamo credere di essere liberi e democratici, ma i Laibach ci dicono che le forme di società contemporanee sono molto più assolute di quanto vogliamo credere. Oggi il mondo è in guerra contro il diverso, le politiche dell'immigrazione tengono distante il diverso, il mercato crea diversità. Un mondo che abbiamo votato e che ha paura dell'imprevisto. Ci dobbiamo quindi sentire liberi?

E chi ancora li etichetta come dei beceri nazionalisti avrà sorriso nel leggere il titolo dell'ultimo album uscito proprio quest'anno " Volk", Popolo. Un richiamo alle radici ancestrali, terra e sangue? Ancora una volta: no. L'ascolto lascia perplessi, non ci sono solo atmosfere epiche ma c'è una certa melanconia unita ad un gusto kitsch per i cori e le basi elettro pop, in un'inedita rivisitazione di quattordici inni nazionali, compreso quello dello stato globale di NSK.
Ma quelle pecore in copertina chi rappresentano? L'ennesima provocazione.

LAIBACH
Volk
ed.Mute, 2006
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lunedì, 11 dicembre 2006

â–º HEAVY TRASH - Lo scarto prezioso

HEAVY TRASHEcco il tour di Heavy Trash, la nuova creatura di Jon Spencer, martedi 12 dicembre all'Estragon di Bologna, per un ascolto che non vi permetterà di rimanere seduti in poltrona.
Sono anni che Jon Spencer ci delizia con i suoi virtuosismi rock and roll, musica con la brillantina e il ciuffo, come negli Stati Uniti di fine anni '50, inizio '60. Un'esplosione blues che abbiamo imparato a conoscere e che racchiude la contaminazione di tutte le tradizioni ballad del suo paese, ma con quel tocco di chitarra in levare sempre irriverente, che è una chiamata alla pista da ballo.
Ora, dopo 14 anni di Blues Explosion e vari progetti paralleli (Pussy Galore, Honeymoon Killers, Boss Hog), è tempo di una lieve virata. Sempre rock. Sembra quasi un'improvvisazione continua questo incontro col suono di basso di Matt Verta-Ray (Madder Rose, Speedball Baby), già incontrato precedentemente in varie collaborazioni, ma mai partner di un progetto discografico. E il risultato è un irrefrenabile rockabilly, sfacciato, da ballare tutto di spalle e bacino. Un sound dove si rispecchia il percorso artistico dei due, soprattutto quando il ritmo diventa più lento, ballate da struscio, gioia per ogni festa di fine anno.

Lungo i vicini percorsi che vanno da Bologna a Ferrara è facile incontrare un vortice spazio-temporale che ti catapulta negli anni sessanta, con quello stile tutto "bulli e pupe" e non è difficile immaginare che saranno proprio questi gli spettatori danzanti di questo concerto.
Preparate il look, perchè se di spazzatura di parlerà martedi all'Estragon, sarà la spazzatura della tradizione più nobile degli USA.

HEAVY TRASH
YepRoc records, 2005
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