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â–º altro cambio

ho mentito, sto leggendo questo:

 Immagine di Praga radio clandestina

ma intanto penso al futuro della sinistra.
vecchia, ma necessaria. ma come deve diventare per tornare utile?
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categoria: libri, storia, radio | postato da: smarrisan alle ore 22:38 | link | commenti
venerdì, 28 marzo 2008

â–º una radio dalla prigione

La radio che porta le parole di Mumia Abu-Jamal, dal 1982 rinchiuso nelle galere della Pennsylvania. Oggi sembra che ci sia un piccolo spiraglio che gli si apre davanti, quello di un cambio della pena di morte in ergastolo, sempre che entro sei mesi l'accusa non faccia una nuova richiesta in tal senso. Speriamo bene, anche se questa sequenza si è già ripetuta nel 2001.
Non dimentichiamocene.
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categoria: radio, diritti | postato da: smarrisan alle ore 17:08 | link | commenti
giovedì, 24 gennaio 2008

â–º lastFM verso l'on-demand

Qualche novità a breve sul sito di LastFM, la popolare piattaforma sociale di ascolto radiofonico (atipico, perché il programma lo fai tu, i tuoi gusti e le tue tag).
Evidentemente esser stata comprata dalla CBS ha permesso di sviluppare la propria attività con maggiore forza, concentrandosi sulla differenziazione della proposta musicale. E arrivano le novità.
Per essere classificata come radio LastFM non poteva permettere la richiesta on-demand di brani, ma partendo da un indizio modellare su quello una selezione apprezzabile. Ora invece sembra che gli utenti potranno richiedere un brano, ascoltarlo tre volte e poi decidere di acquistarlo tramite i più svariati store on line (amazon o iTunes, tra i più famosi).
Inoltre nuove forme di promozione sono previste per artisti senza contratto discografico, che potranno uploadare i brani e ricevere un compenso per ogni ascolto.
Sempre meno industria discografica, meno etichette e qualche garanzia data da licenze sullo stile dei creative commons.

fonte:
RadioInk magazine

S.
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categoria: musica, radio, diritti, lastfm, techne | postato da: smarrisan alle ore 15:15 | link | commenti
mercoledì, 16 gennaio 2008

â–º Dj T. Eiffel

Radionomy, piattaforma belga che sta lanciando il suo servizio per web radio, si presenta al pubblico dei beta tester domani alle 20, ora europea. Questa società darà a tutti la possibilità di creare una web radio in pochi passaggi, in nome dell'usabilità informatica in ambito creativo. E per farlo sceglie un luogo simbolico: la Torre Eiffel di Parigi.
Se penso a questo monumento mi viene in mente l'ultima pellicola che ho visto al cinema, Ratatouille. Ma non parliamo di ristorazione, vi metterei fuori strada. Al di là dell'icona cinematografica, quella torre rimane  indelebile per la raffinatezza e lo slancio, sobria ma imponente nella sua struttura di metallo. Ma la sua importanza storica non è da meno.
Fu inaugurata nel 1889 e in opposizione al suo smantellamento, allo scadere dei vent'anni (arco temporale stimato per il suo utilizzo) divenne luogo di vari esperimenti e laboratori. Uno dei più interessanti furono le trasmissioni di radiotelegrafia e la prima trasmissione su lunga distanza, effettuata proprio 100 anni fa (21 gennaio). Ecco spiegata la scelta di un posto così ameno, che si spera porti grande fortuna a questo nuovo progetto radiofonico.
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categoria: musica, canzoni, media, comunicazione, radio, idee | postato da: smarrisan alle ore 15:09 | link | commenti
venerdì, 11 gennaio 2008

â–º come farsi la propria radio comunitaria

La radio permetto uno sviluppo sociale e culturale molto importante, grazie alla circolazione di notizie e alla creazione di una comunità di ascoltatori che nei contesti locali non sono altro che i vicini, che si riconoscono e rafforzano i loro legami. Non mi riferisco per forza al così chiamato Terzo Mondo, perché la radio è un mezzo di comunicazione che raggiunge tutti indistintamente, in qualsiasi momento della giornata, attraverso investimenti tutto sommato contenuti. E la radio crea effetti di identificazione in comunità rurali come anche cittadine. Quindi lo sviluppo a cui mi riferisco si attua in paesi di forte o nuova industrializzazione, così in Italia, così in India, per fare un esempio. Ed è per questo che l'Unesco ha edito un volume per avvicinare a questo mondo chi fosse interessato a sviluppare un progetto di questo tipo. E' liberamente scaricabile dal suo sito.

notizia ripresa dal blog di comunica.org

S.
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giovedì, 10 gennaio 2008

â–º podcast di nova

Segnalo il nuovo numero di Nòva24 (numero 107) dedicato alla Complessità. Molto interessante e di alto profilo. Ma non dimenticate di ascoltare il podcast di lancio, a cui ho partecipato molto volentieri!
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categoria: comunicati, radio, techne, nòva24 | postato da: smarrisan alle ore 16:04 | link | commenti
martedì, 08 gennaio 2008

► la radiofonia made in usa è in declino?

La radio negli States sta subendo una serie di cambiamenti che hanno poco a che fare con le reali esigenze degli ascoltatori. Questo accade investendo in tecnologie, apparentemente, in modo sbagliato. Non favorire l'emittenza comunitaria che maggiormente potrebbe offrire servizi alla popolazione locale è un esempio in negativo. Così anche lo sviluppo di una radio digitale (HD radio, Dab, Drm) in alternativa alle frequenze AM/FM è quasi soltanto una sterile ricerca di nuovi terreni per fare affari.
Ma i conti si pagano. Meno ascolti, meno investimenti pubblicitari, come dimostra una ricerca sulle entrate pubblicitarie delle radio statunitensi, messa in evidenza dal sito della rivista di settore RadioInk. Negli ultimi sei anni il mercato radiofonico degli Stati Uniti appare fortemente in declino, anche se una flebile speranza per risollevarsi potranno essere -nella seconda metà del 2008- gli spot commissionati per la campagna elettorale presidenziale. Che rimane qualcosa di non strutturale.
RadioInk pubblica il sondaggio, ma il direttore della testata Eric Rhoads in previsione della prossima Conferenza sulla Convergenza dei Media Digitali si tutela con una lettera aperta dal titolo My Promise For 2008, rilanciando al pubblico (degli investitori?) la chance di partecipare al rinnovamento della radiofonia, con idee e progetti. Si sono accorti che i media vanno verso la partecipazione attiva? Purtroppo non si possono fare chiamate alle armi, andrebbero invece ascoltate le voci che provengono dal basso, come quelle che si trovano in rete. Le web radio o i siti di "radio sociali" ne sono un esempio.

Smart.

...

My Promise For 2008 - radioink
 My Promise For 2008.
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categoria: musica, media, comunicazione, radio, ricerca, 2punto0, techne | postato da: smarrisan alle ore 12:01 | link | commenti
giovedì, 03 gennaio 2008

â–º la radio in guyana

La situazione della radiofonia in Guyana a quanto pare è incasinata. Il legislatore sta cercando di metterci delle pezze con un richiamo a tutti gli operatori in condizione di illegalità (nelle sue varie declinazioni) ad ottenere una licenza valida.

RADIO DEFAULTERS TO BE PROSECUTED
Guyana Chronicle / January 3rd, 2008

THE National Frequency Management Unit (NFMU) has announced that with effect from January 7, radio operators who are unlicensed; have not renewed their licences; or continue to operate their radios on unauthorised frequencies, will face prosecution.
A release issued by the NFMU yesterday noted that these operators may also have their equipment seized followed by the institution of criminal proceedings against the individual offenders, particularly those with two-way radios.
These radios may be purchased directly from the NFMU, is also urging all defaulters to address the necessary areas and avoid the above mentioned penalties, the NFMU is advising.


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giovedì, 20 dicembre 2007

► podcast di nòva24

Rilancio (come se ce ne fosse bisogno!) l'invito ad ascoltare e scaricare il podcast di Nòva24. Per me é come se fosse la continuazione della telefonata che la redazione mi fece a Berlino il luglio scorso.

enjoy!
S.
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categoria: media, comunicazione, radio, sole24ore, nòva24 | postato da: smarrisan alle ore 00:38 | link | commenti (2)
lunedì, 17 dicembre 2007

â–º live365 su handset

live365Lo storico sito di streaming audio Live365 ha lanciato il suo servizio per palmari e devices portatili. Praticamente impossibile creare un lettore audio che faccia reale concorrenza ad iPod, quindi meglio trovare altre strade per intrattenere gli utenti in mobilità. A questo vengono incontro le tariffe flat per connessioni dati in UMTS che alcuni operatori iniziano ad offrire.
Live365 a fronte di un piccolo contributo mensile (6 dollari, se non ricordo male) da pieno accesso ai suoi contenuti. Così i servizi web si spostano sempre più sugli oggetti portatili, creando nuove possibili fonte di introito (anche pubblicitario).

------ aggiornamento -----

In aggiunta a quanto scritto ieri vi suggerisco questo post che in sintesi dice: il futuro è nei dispositivi mobili, ma la radio non fa ancora parte di questo mondo e a nessuno interessa fare investimenti in questo senso (pur spendendo un sacco di soldi per le radio digitali che interessano a pochi).
La prima parte del mio post smentisce questa visione, anche se la presenza di iPod è ingombrante nell'immaginario di entrambi...

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categoria: musica, media, comunicazione, radio, techne, device, live365 | postato da: smarrisan alle ore 23:55 | link | commenti (1)
martedì, 11 dicembre 2007

â–º i media negli stati uniti pronti all'emergenza

orson welles mondiMi sto documentando sulle radio negli Stati Uniti e ripercorro gli effetti del Telecom. Act del 1996. In pratica in nome del progresso economico collegato a quello tecnologico c'è stata una spinta a rendere maggiormente fruttifere le grandi emittenti locali, snaturandone la spinta creativa e slegandole dal territorio. Ma sembra che la creazione di grandi operatori non abbia sortito gli effetti sperati, con parziale mea culpa della direzione della potente agenzia governativa FCC, fautrice della normativa.
Mentre leggevo qualche documento su questi aspetti mi è capitato tra le mani un comunicato fresco di stampa: tutti i mezzi di comunicazione statunistensi devono aggiornarsi al nuovo documento per l'emergenza (nazionale). In pratica in caso il telefono rosso della casa bianca squillasse, tutti i media dovrebbero seguire delle rigide procedure per comunicare lo stato di allerta. Insomma, tutta questa attenzione ai metodi per fare eco alle paranoie della casa bianca è in linea con lo stile allarmistico dell'amministrazione USA degli ultimi due mandati (ma in fondo è così da sempre).

Stride ancora di più il contrasto con la tendenza a sradicare le emittenti radiofoniche locali dal loro territorio o a impedirne le emissioni a bassa potenza (per legge o per disponibilità di banda) rispetto alla loro capacità di creare un forte legame con il territorio, diventando dei punti di riferimento per ogni tipo di informazione immediata, d'emergenza e non.
(mentre se ci fosse un grande attore ai microfoni, non servirebbe alcun vademecum... ;) )
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categoria: comunicati, follie, media, comunicazione, radio | postato da: smarrisan alle ore 17:52 | link | commenti
giovedì, 04 ottobre 2007

â–º che playlist ascolti? spiff!

Un po' di tecnicismi.
Spiff è un formato software utile per chi ascolta musica e vuole condividere i suoi gusti musicali. Ma anche per chi fa radio e deve generare un elenco di ciò che trasmette.
In gergo una lista di brani musicali si chiama Playlist e sui computer può essere salvata in modo da poterla recuperare in un secondo momento, senza dover ricreare l'elenco ripescando i vari mp3 sparsi sull'hard disk (a patto che questi non vengano mossi in altre cartelle) o in rete.
Un gruppo di lavoro ha sviluppato dal 2004 questo breve codice in XML con licenza open source per condividere le playlist in maniera dinamica. Il risultato è XSPF (leggi "spiff" appunto) che dovrebbe essere l'acronimo di Xml Sharing Playlist Format.
Uno strumento da utilizzare in combinazione a vari programmi che sono elencati nel sito del progetto.

S.
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categoria: musica, software, comunicazione, radio, shaker, techne | postato da: smarrisan alle ore 10:55 | link | commenti