La radio negli
States sta subendo una serie di cambiamenti che hanno poco a che fare con le reali esigenze degli ascoltatori. Questo accade investendo in tecnologie, apparentemente, in modo sbagliato. Non favorire l'emittenza comunitaria che maggiormente potrebbe offrire servizi alla popolazione locale è un esempio in negativo. Così anche lo sviluppo di una radio digitale (HD radio, Dab, Drm) in alternativa alle frequenze AM/FM è quasi soltanto una sterile ricerca di nuovi terreni per fare affari.
Ma i conti si pagano. Meno ascolti, meno investimenti pubblicitari, come dimostra
una ricerca sulle entrate pubblicitarie delle radio statunitensi, messa in evidenza dal sito della rivista di settore RadioInk. Negli ultimi sei anni il mercato radiofonico degli Stati Uniti appare fortemente in declino, anche se una flebile speranza per risollevarsi potranno essere -nella seconda metà del 2008- gli spot commissionati per la campagna elettorale presidenziale. Che rimane qualcosa di non strutturale.
RadioInk pubblica il sondaggio, ma il direttore della testata Eric Rhoads in previsione della prossima
Conferenza sulla Convergenza dei Media Digitali si tutela con una lettera aperta dal titolo
My Promise For 2008, rilanciando al pubblico (degli investitori?) la chance di partecipare al rinnovamento della radiofonia, con idee e progetti. Si sono accorti che i media vanno verso la partecipazione attiva? Purtroppo non si possono fare chiamate alle armi, andrebbero invece ascoltate le voci che provengono dal basso, come quelle che si trovano in rete. Le web radio o i siti di "radio sociali" ne sono un esempio.
Smart.
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My Promise For 2008.