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mercoledì, 23 aprile 2008

â–º PSC vs. immobiliaristi speculatori?

torniamo alle cose serie.

Sul numero di Urbanistica di gennaio-aprile 2008 (dedicato in buona parte al nuovo Piano Strutturale della città di Bologna) il preside della Facoltà di Architettura e Società del Polimi, Pier Carlo Palermo, parla di "visioni urbanistiche" promosse dal pubblico contrapposte ad un avanzamento territoriale mosso soprattutto da logiche immobiliari. E il confronto è avvilente per noi lombardi, la legge regionale non prevede un orizzonte di programmazione del territorio che vada oltre i 5 anni, mentre il PSC di Bologna sta definendo la città dei prossimi 20/25 anni.
Tra l'altro sono temi che ho affrontato con Claudio Calvaresi dell'IRS, nel corso di una videointervista per Nova24 che presto sarà on-line...
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categoria: video, territorio, sostenibilità, urbanismo, nòva24 | postato da: smarrisan alle ore 16:08 | link | commenti
venerdì, 04 aprile 2008

â–º einstuerzende neubauten

Riprendo un articolo del giornale sui grandi progetti di edificazione di milano.
Berlusconi parla malissimo dei futuri sviluppi architettonici di milano. Il forzaitaliota Masseroli assessore all'urbanistica di milano si rammarica ma dice che andrà avanti.
Berlusconi cerca consensi a ridosso delle elezioni o vuole sbaragliare gli avversari in un ritorno alle origini della sua imprenditorialità? Ha delle partecipazioni in società che hanno degli interessi su quei terreni?
In ogni caso se l'effetto fosse quello di fermare i progetti, sarebbe un bel momento comunque.

(il titolo significa: il crollo di nuove edificazioni +o- )
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categoria: ambiente, follie, sostenibilità, grattacieli, urbanismo | postato da: smarrisan alle ore 23:07 | link | commenti
mercoledì, 02 aprile 2008

â–º expo e rom

Rispondo al secondo commento del post di ieri sull'expò.
E lo faccio con tutta la tristezza che viene dal sentire le notizie dell'ennesimo campo rom sgomberato senza prevedere una politica sociale di assistenza, se pur provvisoria.
I rom sono un fatto culturale che mette in crisi tutti, a destra e a sinistra, si ricordi il caso cofferati di circa tre anni fa, con lo sgombero delle capanne del lungo reno. Fu un danno enorme per uno sviluppo della capacità di analisi della cittadinanza, che si alimenta di politiche progressiste e prospettive culturali, morendo inaridita se si scade nella cancellazione delle diversità. Fuor di metafora, comprendere il modello di vita dei rom è una bella sfida, ma una società che si dice avanzata e culturale deve accettarla.
E chi leggerà l'edizione cartacea di oggi di Repubblica, troverà un semplice e giusto articolo di Gad Lerner; lui  descrive la stridente contrapposizione interna alla città che ha vinto l'expò, grazie a progetti di speranza verso l'Africa, e non sa gestire un "problema" che al confronto è minuscolo.
Credo che qui si debba inserire la società civile, che non si deve chiudere su se stessa e sulle proprie convinzioni, ma farsi attiva nell'orientare lo sviluppo della città. Magari -o forse soprattutto- andando oltre il volontarismo e l'associazionismo, proponendo imprese sociali in grado di attuare politiche e azioni di lobby in senso multiculturale (o meglio, integrazionista). Sarebbe una bella sfida anche questa.
Infine si legga anche l'intervista a Veronesi, sempre su Repubblica. 500 famiglie che dettano l'agenda di una città, basandosi su filantropia e tolleranza (anche se poi si ammette non essere così sviluppata) mi sembra una visione ottocentesca del welfare che non mi auspico per il futuro, ma di cui Veronesi inspiegabilmente si compiace.
Così non si è ne' europei, ne' all'altezza del 21° secolo.

post lunghino, me ne scuso ;)
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categoria: politica, idee, diritti, business, expo, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 13:18 | link | commenti (9)
martedì, 01 aprile 2008

â–º expo

Bene, Milano ha vinto come città ospitante l'esposizione universale del 2015. Orizzonte 2015 titolava anche l'innovation forum che si è tenuto ad inizio mese sempre qui a Milano.
Cosa dobbiamo aspettarci? Anzitutto una valanga di soldi che si riverseranno sul nostro territorio e di cui bisognerà vigilare l'uso, perché le vecchie abitudini di speculare sull'edilizia non sono mai morte.
E poi cosa succederà del territorio? Si dice che al termine dell'evento la maggior parte delle infrastrutture verranno smontate perché i terreni saranno presi in affitto dal comune e poi liberati. Non mi sembra un grande investimento, preferirei che il comune se ne appropriasse e in un futuro trasformasse quell'area in un bosco o ad uso pubblico. Anche perché il sottotitolo dell'expo è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
Non facciamolo diventare inappropriato.
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categoria: ambiente, tasse, viabilità, sostenibilità, expo, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 10:48 | link | commenti (2)
martedì, 11 marzo 2008

â–º prendo spunto

Ecco si, CityLife, vita cittadina, non CityLight....
e forse la contraddizione ci sta comunque, in una visione della città come un piccolo museo degli orrori metropolitani, invece di un ambiente vivibile in armonia con la natura, dove nei parchi puoi incontrare animali, rigenerarti. Una natura che sopravvive alla città e la rende migliore. Imho.
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categoria: ambiente, idee, verde, sostenibilità, urbanismo, flessibilità mentale | postato da: smarrisan alle ore 21:05 | link | commenti